La Concordia ha detto addio al Giglio

 

—  Camilla Furia Corsi, ISOLA DEL GIGLIO, 23.7.2014 “Il Manifesto”

La rimozione del gigante Costa. Due grandi macchie di idrocarburi in prossimità di Capraia e della costa francese. Ora la nave verrà smantellata a Genova

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La Costa Concordia, ieri dopo che ha lasciato il Giglio e ha iniziato la navigazione in mare aperto: destinazione Genova

 © Reuters

 

 

Quello di ieri al Giglio è stato il primo sospiro di sol­lievo tirato dagli abi­tanti insieme agli ope­rai e i tec­nici della Titan Mico­peri che hanno por­tato a ter­mine, non senza dif­fi­coltà, la rimo­zione del relitto della Costa Con­cor­dia che da quel scia­gu­rato 13 gen­naio 2012 gia­ceva come una spina nel fianco su una delle più belle isole dell’arcipelago toscano.

La nave fra le 8.30 del mat­tino e le 9 aveva già com­piuto agil­mente la mano­vra di rimo­zione, ope­ra­zione tecnico-ingegneristica unica nel suo genere ed estre­ma­mente com­plessa. Il distacco dalla costa è stato seguito da una repen­tina rota­zione verso nord per pren­dere la rotta pre­di­spo­sta dal primo coman­dante della Titan, Nick Sloan.

Quella scelta da Sloan è la seconda rotta con pas­sag­gio a nord del Giglio e virata verso nord ovest. Poi la nave è pas­sata tra le isole di Mon­te­cri­sto, lo Sco­glio d’Africa e Pia­nosa. Una volta dop­piate le coste sud dell’Isola di Pia­nosa, il con­vo­glio ha virato verso nord ovest. La distanza totale da Genova è di 191 miglia nautiche.

C’è da dire che le com­pe­tenze, le tec­no­lo­gie d’avanguardia e le risorse finan­ziate dalla Costa per sup­plire al danno sono senza pre­ce­denti: oltre 1 miliardo di euro, senza pesare sul bilan­cio pubblico. Un immenso can­tiere che non ha avuto tre­gua: circa 500 per­sone hanno lavo­rato 24 ore su 24, 7 giorni su 7 nelle fasi pre­pa­ra­to­rie del par­buc­kling, il radriz­za­mento, e 350 i tec­nici addetti al galleggiamento.

Il con­vo­glio è com­po­sto dalla Con­cor­dia trai­nata da 2 rimor­chia­tori a prua, capa­cità di tiro pari a 135 ton­nel­late e aggan­ciata a poppa da 2 rimor­chia­toti ausi­liari. Equi­pag­gia­mento e per­so­nale sono ospi­tati da un moto­pon­tone con gru da 200 ton­nel­late. Un team di bio­logi marini li segue su un mezzo spe­cia­liz­zato nell’avvistamento di mam­mi­feri marini.

Nel primo pome­rig­gio la Con­cor­dia è arri­vata a 14 miglia dalla costa, viag­giava a una velo­cità media di 2 nodi. L’intera pla­tea di chi seguiva con lo sguardo e il respiro sospeso la mano­vra d’uscita, manda un saluto all’eroe nazio­nale, il coman­dante Nick Sloan e acco­glie in porto con birre fre­sche tec­nici e mano­va­lanza della Titan Micoperi.

Si è rin­no­vata così la for­tis­sima emo­zione pro­vata in seguito alla buona gestione dell’emergenza al momento del disa­stro; la rimo­zione si puó dire riu­scita a pun­tino. Il sistema radar da terra con­trol­lerà il relitto lungo la rotta per Genova Vol­tri, il porto di desti­na­zione per lo smal­ti­mento e rici­clo a cura del Con­sor­zio Sai­pem e San Gior­gio del Porto.

Il pro­getto è stato pre­sen­tato alle auto­rità com­pe­tenti riu­nite nella Con­fe­renza dei Ser­vizi coor­di­nata dal Com­mis­sa­rio dele­gato dal governo per l’Emergenza Con­cor­dia, Franco Gabrielli, che ha messo le mani avanti, soste­nendo le novità comu­ni­cate dal Con­tro Ammi­ra­glio della Capi­ta­ne­ria di porto Pet­to­rino: la noti­zia degli ultimi istanti dell’avvistamento di due grandi mac­chie gal­leg­gianti, una davanti la costa ita­liana, nei pressi dell’Isola di Capraia, e l’altra vicino alla costa francese.

Le mac­chie, a una prima ana­lisi, rile­vano la pre­senza di idro­car­buro, sotto forma di pel­li­cola super­fi­ciale. Un avver­ti­mento ai vicini fran­cesi che si dovranno guar­dar bene da pun­tare il dito sulla Costa. Uno fra i peri­coli reali da cui i respon­sa­bili dell’Arpat mette in guar­dia l’Isola è il rischio di fuo­riu­scita della malta cemen­ti­zia con­te­nuta nei sac­chi che for­ma­vano il fondo arti­fi­ciale su cui la Con­cor­dia gia­ceva. Nella rimo­zione qual­che sacco potrebbe rom­persi e la mate­ria pre­sente fuo­ru­scirne in grosse quan­tità, alta­mente inquinanti.

Qui al Giglio, fra gior­na­li­sti e tec­nici, fra capi­tani e mari­nai, con­su­mati por­tuali e bimbi sulla spiag­getta che gio­cano a pal­lone, per un lungo istante oggi ci si è quasi scor­dati del respon­sa­bile di quel disa­stroso inchino costato la vita a 33 per­sone, i cui fami­liari dovranno ancora penare per avere giustizia.

Dopo la pas­se­rella media­tica di ieri al gran galà all’Isola d’Ischia per l’annuncio del suo pro­getto edi­to­riale, Schet­tino oggi è tor­nato al Giglio gra­zie alla pre­senza del Pro­cu­ra­tore Veru­sio, respon­sa­bile delle inda­gini a suo carico, giunto nella sede della Guar­dia Costiera. Pec­cato, vista la sua pre­senza nelle imme­diate vici­nanze alla Press room, non averlo ascol­tato in con­fe­renza stampa.